GLUCOSAMINA, CONDROITIN-SOLFATO, CELADRINA,MSM. MASSIMA EFFICACIA PER LE ARTICOLAZIONI

Dr. Alessandro Parma
Malattie Reumatiche
Specialista in medicina interna
Speciaista in nefrologia
Master post-universitario di II livello in Malattie Metaboliche dell'Osso-Università di Firenze
Diploma triennale in Omeopatia, Omotossicologia e Terapie integate
Medico Medicina Generale
Direttore Sanitario Istituto Medico Eliakos-Trieste

Il movimento dell’essere umano avviene grazie all’apparato locomotore, ovvero quell’insieme di strutture anatomiche specializzate e correttamente connesse le une alle altre. Riconosciamo in esso una componente passiva, l’apparato scheletrico, ed una componente attiva, il sistema muscolare.
L’apparato scheletrico risulta composto da ossa ed articolazioni e svolge molteplici funzioni:
-sostegno
-protezione di parti molli e delicate (scatola cranica che protegge il cervello e gabbia toracica che ripara cuore e polmoni)
-emopoietica, ovvero la produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine tramite il midollo osseo
-plastica, in quanto dà forma al corpo
-deposito di Sali minerali
-movimento, essendo strettamente connesso ai muscoli.

Sono proprio i muscoli, grazie alla loro contrazione, a consentire la motilità reciproca di due o più capi ossei posti a contatto tra loro dalle articolazioni.
Esse costituiscono, pertanto, la connessione tra gli estremi dei segmenti ossei, la giunzione che deve garantire il contatto articolare costante, armonico e specifico per realizzare il movimento più idoneo possibile.

Le articolazioni più importanti, di gran lunga più numerose ed elettivamente interessate dalle patologie reumatiche sono le articolazioni sinoviali che si caratterizzano per la presenza di cartilagine a rivestimento dei capi ossei contrapposti, capsula articolare con all’interno la membrana sinoviale, il liquido sinoviale e legamenti a sostegno e rinforzo dell’articolazione stessa.
Fig.1 Articolazione sinoviale
Rappresenta una variante di tessuto connettivo le cui principali funzioni sono quelle di ammortizzare e distribuire il carico e di permettere in contemporanea, lo scorrimento delle superfici articolari. Ha un aspetto traslucido,superficie liscia,colore bianco madreperlaceo e spessore variabile in rapporto al carico articolare cui è sottoposta.
La cartilagine articolare

L’assenza di vasi sanguigni e linfatici e di fibre nervose la rende unica tra i tessuti connettivi dell’organismo e ne spiega la sua particolare “vulnerabilità”,essendo la sua nutrizione possibile solo per diffusione dal liquido sinoviale e per gli strati più profondi, dai vasi provenienti dal tessuto osseo sovrastante.

Come gli altri connettivi, la cartilagine è costituita da una componente cellulare rappresentata da cellule specifiche, i condrociti (morfologia a chicco di caffè), e da una matrice extracellulare abbondante costituita a sua volta soprattutto da acqua (65-80% del peso a fresco del tessuto), collagene (10-30%) e proteo-glicani (5-10%).

Le proprietà biomeccaniche della cartilagine articolare dipendono in larga misura dalla composizione della matrice extracellulare, che può esser vista come una rete tridimensionale costituita da grosse macromolecole in grado di modificarsi in relazione alle richieste funzionali.

I Proteoglicani racchiusi all’interno della rete fibrillare del collagene rappresentano i costituenti base della sostanza fondamentale, il cui aspetto è quello di una gelatina porosa fortemente idratata, una specie di spugna deformabile in grado di supportare considerevoli forze compressive. Come dice il loro nome sono composti da una parte proteica centrale ( core protein) cui si lega un numero elevato di catene laterali glicidiche, ovvero zuccherine,chiamate Glicosominoclicani o GAG. La maggior parte dei GAG sono costituiti da Condroitin solfato o Keratan solfato, mentre l’estremità terminale della proteina centrale si lega con l’Acido ialuronico. Keratan solfato ed Acido ialuronico contengono Glucosamina.

Fig. 2 Rappresentazione dei proteoglicani costituenti la matrice cartillaginea;
 
Una volta caratterizzata la struttura della cartilagine, la sua composizione, la sua insostituibile funzione biomeccanica nell’ammortizzare i carichi e consentire lo scorrimento dei capi articolari e la sua “vulnerabilità” data l’assenza in essa di vasi sanguigni è facilmente comprensibile come un suo danneggiamento o una sua degenerazione siano fenomeni non facilmente riparabili e capaci di avere profonde ripercussioni sul movimento e di conseguenza, sulla qualità della vita.


La patologia degenerativa cartilaginea definita ARTROSI è, appunto, una delle malattie croniche più comuni nella popolazione e la causa di disabilità più frequente nell’anziano.

Si calcola che colpisca in Italia almeno 4 milioni di persone, di cui l’80% anziani ed il restante 20% circa in età lavorativa, dai 19 ai 65 anni, inducendo dei costi totali intorno ai 6,5 miliardi di Euro annui. Le manifestazioni principali sono il dolore “meccanico”, ovvero risvegliato dal movimento ed alleviato dal riposo, la rigidità articolare, la limitazione funzionale e la tumefazione articolare. L’artrosi conduce spesso all’ invalidità e le forme più evolute di patologia artrosica d’anca e di ginocchio obbligano ad un considerevole numero di interventi di protesi articolare. A riguardo, si stima che annualmente negli Stati Uniti vengano protesizzate d’anca circa 50.000 persone/anno e di ginocchio 100.000/anno. Inoltre, il 10-15% di tutte le visite ambulatoriali svolte dai medici di Medicina Generale vengano dedicate all’artrosi. Trattasi, pertanto, di una problematica sanitaria di amplissimo respiro, una vera patologia sociale.

Gli obbiettivi essenziali della terapia dell’artrosi possono esser di due tipi: quelli definiti a “breve termine”, e rappresentati dal controllo del dolore e della rigidità, si avvalgono dei farmaci analgesici ed anti-infiammatori. Viceversa, quelli a “medio-lungo termine”prevedono l’arresto o il rallentamento della sua progressione, la prevenzione delle deformità ed il ripristino della funzione. Essi contemplano l’uso dei CONDROPROTTETORI, ovvero di quei principi attivi in grado di indurre le cellule cartilaginee (condrociti) a sintetizzare nuova matrice e nel contempo in grado di ridurre i processi degradativi della cartilagine stessa. Il loro utilizzo va raccomandato quanto prima possibile in un ottica di prevenzione di malattia unitamente alla rimozione di tutti i fattori di rischio modificabili ( sovrappeso, posture scorette, mansioni lavorative sfavorevoli, ecc).

La Glucosamina e il Condroitin-solfato sono i costituenti naturali dei Glicosaminoglicani o GAG delle nostre cartilagini; essendo altamente idrofili impartiscono una grande viscosità alla cartilagine, creando una lubrificazione all’interno dell’articolazione ed un effetto ammortizzante sulle sollecitazioni meccaniche. Entrambi sono presenti in FLX! Ciò è già di per sè altamente vantaggioso per la sinergia delle sue molecole. Ma, dato veramente fondamentale è il loro dosaggio all’interno di ogni dose monodose giornaliera: 1,500 mg di Glucosamina e di 1.200 mg di Condroitni-solfato , i massimi utilizzati negli studi scientifici internazionali sulla Condro- protezione finora pubblicati

Accanto a tali costituenti una bustina di FLX contiene inoltre 750 mg di Celadrina e 400 mg di MSM.

La Celadrina si compone di un complesso di acidi grassi esterificati in grado di restaurare la plasticità e l’elasticità delle membrane cellulari. Tutto ciò si traduce in una riduzione del potere infiammatorio di alcune molecole normalmente rilasciate dalle membrane cellulari; in pratica si ha una riduzione del dolore, un miglioramento della flessibilità e dell’elasticità articolare ed una riduzione del consumo di analgesici tradizionali.

Da ultimo l’MSM (Metil-Sulfonil-Metano), composto naturale dello zolfo( terzo minerale nel corpo umano come quantità). Esso entra nella composizione degli aminoacidi solforati ed è presente in quantità notevoli in tutti i connettivi. L’atomo di zolfo (S) in esso contenuto crea dei ponti S-S all’interno delle proteine proprie dei connettivi conferendo a tali tessuti ( pelle,unghie,capelli,matrice cartilaginea,ecc) forma, ma soprattutto elasticità e flessibilità. Oltre a tali funzioni l’MSM ha un’intrinseca attività analgesica ed anti-infiammatoria, antiossidante e detossificante. Quest’ultima si realizza attraverso il suo legame a tossine di cui favorisce l’eliminazione attraverso gli organi emuntori.

La presenza in FLX di questi quattro principi attivi diversi è presupposto di efficacia sui sintomi propri del processo artrosico.
La loro veicolazione attraverso la Suspension Gel Technology conferisce inoltre altissimo e rapido assorbimento, il che si traduce in prontissima e quantitativamente rilevante BIODISPONIBILITA’.

Questo rende FLX estremamente rapido nella sua azione.

Le soddisfazioni legate al suo utilizzo da parte di soggetti diversi e con difformi quadri artrosici sono per me quotidiane e fanno di FLX un integratore davvero apprezzato!!!

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